Claudia Annamar...'s profileLunamarechiaroPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    January 30

    Strana la vita

    Stasera ho scelto la solitudine per ritemprare il mio spirito messo a dura prova dagli eventi esterni e dalle contrarietà che incontro sovente nel mio cammino. Lo chiamano il ritorno a casa. Un ricongiungimento con la parte più intima di noi stesse che spesso ci dimentichiamo per tutte le schiavitù che siamo disposte a sopportare in nome di un modello di vita che probabilmente non ci appartiene veramente.
    C'era una signora relativamente grande oggi, capelli grigi, corti, occhi azzurri, occhiali da vista, strana per tutti, audiolesa..me lo ha detto subito che era audiolesa, era il suo biglietto da visita, mi svelava la sua debolezza e mi chiedeva di adattarmi alla sua difficoltà.
    All'inizio mi sono sentita infastidita dal suo parlare, dalla sua volontà di comunicare con me. Poi mi sono chiesta perchè. Perchè sceglievo la chiusura invece dell'apertura nei confronti di questa donna che aveva così voglia di parlare e sentire, parlare e ascoltare, che aveva voglia di dare, che aveva voglia di raccontarmi le sue passioni e i suoi sogni, la sua ribellione. Si interessava a quello che stavo facendo aspettando che una certa riunione iniziasse.
    Le sue domande e il suo rimproverarmi perchè parlavo a voce bassa mi hanno scosso. Io stessa che tante volte mi sono trovata a chiedere, potevo capire la sua frustrazione nel non riuscire ad ottenere un po' di rispetto ed attenzione per il suo handicap. Strana la vita...ci parla di cose normali intimamente connesse alla nostra anima donandoci di incontrare un limite per renderci coscienti di altri, più grandi limiti radicati dentro di noi.
    January 22

    un "tranquillo" lunedì di gennaio

     
     
    Ma perchè si devono pagare le scelte avventate? Non so, però è chiaro che un eccesso di zelo può essere fatale nei rapporti di lavoro. Bisogna ricordarsi sempre che abbiamo a che fare con esseri umani, inzuppati di umanità e a volte di mediocrità. Mi sforzo di guardare il lato positivo di ogni situazione, considerando che tra l'altro niente è per sempre, quindi neanche le avversità sono per sempre e le lune generali possono sempre cambiare.
    Mi sono accorta di avere le pile del mio lettore mp3 scariche, quindi tra un po' si spegnerà anche il mio tentativo di isolamento rispetto alle voci della caverna della stanza accanto. Gli abitanti di queste caverne non sono ancora sicura che siano esseri umani. Può darsi siano un incrocio tra bestialità e umanità. Certo non brillano di gentilezza, almeno nei miei confronti, e poi hanno una difficoltà a fare silenzio, anche se basterebbe che non urlassero in modo così esagerato.
    Ma che mattinata gloriosa! Dico io! 
    January 15

    una speranza

    Buona notte mondo
    domani trattami bene
    January 07

    Che nessuno si muova, parlo io!

    Cari, non vi è nulla di male nel fantasticare. Raccontare anche l'impossibile è ciò che di più bello ci regala la mente. Ma dove ci è permesso di essere così liberi? Adesso che si è alzato il sipario una storia ve la comincio a raccontare io. Eh sì, perchè esiste una donna ancora senza volto e senza nome che si aggira inquieta tra le fiamme di un ricordo spento, di un sogno mai sopito, di una verità mai svelata. I suoi abiti la coprono a stento, le gambe scoperte, le braccia nude, il bacino si muove sinuoso e il suo seno è velato di stoffa bianca. Sembra vera. Le mura che le sbarrano la strada sono alte e le stanze in cui cammina sono ampie e fredde. Cammina cercando il riflesso di una luna solo immaginata e rimane lì ad ascoltare i sibili del vento. Si muove, dal piacere sospinta e felina si accende di luce appena ode un rumore lontano. Niente si è spento, ancora la natura è viva, la carne è viva. Dove è l'acqua? Dove trovare quel varco per uscire libera nei giardini della vita ed essere chiamata per nome dai viventi della notte e potersi specchiare nelle acque del lago senza profondità?
     
    Adesso mi chiedo?
     
    Sto per caso giocando alla play station senza accorgemene?
    January 06

    nell'attesa

     
     
    Peccato
    che questo capodanno
    abbia avuto un sapore amaro.
    Il perdono tarda ad arrivare.
    Ed io rimango attonita
    nella mia incapacità
    di guarirmi le ferite.
     
     
    Aspetto ancora le vostre storie. Non dimenticate. Non dimenticate.
    January 01

    Il mio capodanno...in attesa della storia da raccontare

    Ce l'ho una storia da raccontarvi, in realtà ne ho un paio...perchè le storie che finiscono servono per essere raccontate quantomeno. Non sono ad una festa come potete vedere. Non uscirò come una blatta impazzita da un locale fumoso che mi ha stordito i timpani e annoiato a morte e per di più mi ha stravolto il viso e reso i piedi doloranti e incandescenti. Scelgo come sempre la mia compagna, ecco ve la presento, scelgo la notte. E poi non è una notte qualunque, giusto? Di solito aspettavo con trepidazione l'arrivo del nuovo anno. Mi riempivo di speranza e di emozioni. Così le sensazioni positive salivano, salivano come le bollicine dello spumante, il nostro champagne italiano. Stavolta è stato diverso, almeno per me. Ho accolto questa notte con il vuoto assoluto. Guardavo il cielo illuminato di mille fuochi rumorosi e mi sentivo distaccata, come se il cuore si fosse fermato, stanco di provare, stanco di sentire. Il mio cuore vuoto. Che sia presagio positivo? Noi, stupidi superstiziosi, pensiamo di controllare il destino con inezie, con biancheria colorata e cibi di tradizione antica. In realtà è passato solo un altro anno e siamo noi a dover cambiare...non la nostra biancheria